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Il Regolamento

Esente da Imposta di Registro ai sensi della legge 266 del 1991 art.8.
Iscritta al Registro Generale del volontariato Regione Lombardia N.1658

Regolamento AVIS Comunale Brescia

Gli art. 2,3,4,5,6,7, nonché gli art. dal 19 al 30, comuni per tutte le Associazioni AVIS, approvati dall’Assemblea Generale degli Associati dell’AVIS Nazionale il 16 maggio 2004, devono essere applicati integralmente.

Art.1 –COSTITUZIONE,DENOMINAZIONE E SEDE.
L’Avis Comunale di Brescia, che aderisce all’Avis nazionale in virtù dell’assenso espresso dal Comitato Esecutivo del 26/01/06 è stata costituita il 1 Gennaio del 1935 ed attualmente ha sede in Piazzetta AVIS N.1.
Art.2- SOCI.
L’iscrizione all’Associazione del socio persona fisica viene effettuata su deliberazione del Consiglio Direttivo dell’AVIS Comunale, di base o equiparata, previa domanda scritta presentata dall’aspirante socio, su apposito stampato predisposto dall’AVIS Nazionale.
Un socio deve essere iscritto ad una sola Avis Comunale, di base o equiparata.
Un socio, già iscritto ad una Avis Comunale, di base o equiparata, può chiedere di essere trasferito ad un’altra Avis Comunale, di base o equiparata.
Il trasferimento decorre dalla data in cui il Consiglio Direttivo dell’Avis Comunale, di base o equiparata interessata accoglie l’istanza di adesione del socio.
Le Avis Comunali, di base o equiparate, devono comunicare all’AVIS Nazionale entro il mese di marzo di ogni anno, per il tramite delle rispettive Avis Provinciali o equiparate, nonché Regionali o equiparate, l’elenco dei soci iscritti al 31 dicembre dell’anno precedente, completo di tutte le variazioni e aggiornamenti ( nuove iscrizioni,cancellazioni,trasferimenti …).
Le stesse Avis Comunali,di base o equiparate, hanno competenza al trattamento dei dati per modifiche e aggiornamenti in corso d’anno.
Un Avis sovraordinata può chiedere ad una Avis Comunale, di base o equiparata del proprio territorio formulandone la motivazione con delibera del Consiglio Direttivo componente di accogliere la richiesta di iscrizione di un socio non donatore che collabora con continuità a favore della stessa Avis sovraordinata.
Gli oneri sociali sono a carico dell’Avis sovraordinata che ha richiesto l’iscrizione.
L’eventuale mancato accoglimento della richiesta deve essere motivato.
Il Presidente o suo delegato è responsabile, nei limiti e alle condizioni previste dalla vigente normativa in materia di “privacy” del trattamento dei dati sensibili forniti dai soci ai fini associativi.
La procedura di adesione all’Avis Nazionale dei soci persone giuridiche è stabilita con circolare adottata dal Presidente Nazionale.
Art.3- DOVERI DEI SOCI.
I soci non possono avvalersi della loro appartenenza all’Associazione o degli eventuali incarichi ricoperti nella stessa ai fini diversi da quelli previsti dallo statuto.
Ogni decisione assunta dagli organi associativi, nel rispetto del diritto di democrazia e delle competenze previste dallo statuto e dal presente regolamento, è vincolante e deve essere osservata da tutti i soci.
Tutti i soci, oltre all’attività di donazione del sangue e di emocomponenti e/o alla collaborazione per le attività associative, devono svolgere in relazione alle proprie possibilità, nel pieno rispetto dell’etica associativa, in coerenza con gli indirizzi stabiliti dagli organi competenti, opera in promozione della donazione di sangue volontaria, anonima, gratuita e associata, nonchè opera di propaganda finalizzata alla crescita associativa.
La periodicità della donazione di sangue e/o di emocomponenti è stabilita nel rispetto della normativa vigente in materia e dei protocolli adottati.
I soci sono tenuti a fornire all’Associazione tutte le informazioni utili ai fini della gestione della stessa.
Il trattamento dei dati sensibili di cui l’Associazione è in possesso deve essere effettuato nel rispetto della normativa vigente in materia di privacy.
Il socio donatore deve:
a) Rifiutare qualunque compenso per le donazioni effettuate;
b) Evitare di dare notizie atte ad individuare che si sia assoggettato a prelievo a favore di persone determinate;
c) Fare riferimento per l’attività donazionale alle indicazioni dell’Avis Comunale di appartenenza;
d) Fornire al personale medico dati anamnestici veritieri;
e) Osservare scrupolosamente le disposizioni in ordine all’ammissibilità alla donazione di sangue e/o emocomponenti, alla loro periodicità ed alle indagini sanitarie ai fini della idoneità alla donazione;
f) Comunicare alla propria Avis Comunale, di base o equiparata, tutte le informazioni utili e necessarie ai fini delle attività associative.
Art.4 –LOGO E SEGNI DISTINTIVI DELL’ASSOCIAZIONE.
Il nome, il logo, le strutture, i servizi dell’Associazione devono essere utilizzati esclusivamente per i fini associativi previsti dallo statuto.
L’Avis nazionale è titolare del nome, del simbolo, del logo, e di ogni altro segno distintivo dell’Associazione e ne tutela il corretto utilizzo.
La modulistica utilizzata per le comunicazioni interne ed esterne dell’Associazione deve essere uniforme per tutto il territorio nazionale.
Fatte salve le iniziative di carattere istituzionale o in collaborazione con le istituzioni pubbliche, l’abbinamento non temporaneo del logo e/o dei segni distintivi dell’Avis con il logo e/o con segni distintivi di altri soggetti, ivi comprese altre associazioni di volontariato, deve essere preventivamente autorizzato- su richiesta per il tramite dell’Avis Regionale e corredata del relativo parere- dal Comitato Esecutivo Nazionale.
La vigilanza in ordine al corretto utilizzo del nome, del logo e di ogni altro segno distintivo dell’Avis è esercitata dal Consiglio Nazionale.
Art.5- BENEMERENZE ASSOCIATIVE.
Ai donatori vengono riconosciute le benemerenze previste dall’AVIS Nazionale.
Art.6-MODALITA’ DI PARTECIPAZIONE ALLA VITA ASSOCIATIVA.
La regolare posizione dei soci persone fisiche aventi diritto al voto nell’Assemblea è accertata dal segretario sulla base della documentazione agli atti della segreteria AVIS Libro Soci vidimato.
Art.7- COSTITUZIONE ED ADESIONE DELLE ASSOCIAZIONI LOCALI.
La costituzione di un Avis di base potrà coincidere o avere un’identificazione relativa ad una aggregazione territoriale di frazione, di contrada, di quartiere, di municipio o anche aziendale.
La costituzione di una Avis Comunale o Provinciale dovrà coincidere, rispettivamente, con il territorio politico-amministrativo del Comune o della Provincia di riferimento.
Nelle aree metropolitane, al fine di favorire la crescita dell’associazione, è opportuno che vengano costituite più Avis di base.
Le misure delle quote associative dovute all’Avis Nazionale, sono stabilite dall’assemblea Generale con riferimento ai soci persone fisiche ed ai soci persone giuridiche al 31 dicembre dell’anno precedente.
Il versamento delle quote associative sarà effettuato per il tramite delle Avis Regionali in due soluzioni, rispettivamente entro il 30 aprile ed il 30 settembre di ogni anno.
Art.8 –ORGANI.
Tutti gli organi hanno sede presso gli uffici dell’Avis.
L’espressione della volontà di ogni organo collegiale, di norma, avviene con voto palese.
L’elezione degli organi di governo, di controllo e di giurisdizione interna avviene mediante scrutinio segreto.
Ogni avente diritto al voto non potrà esprimere preferenze in numero superiore ai 2/3 dei componenti effettivi da eleggere.
Art.9 -QUOTE SOCIALI.
Compete all’Assemblea, su proposta del Presidente associativo pro tempore,di determinare mediante apposita delibera, una eventuale quota sociale a carico delle persone fisiche aderenti, nonché le modalità di versamento della quota stessa.
Art.10 – L’ASSEMBLEA DEGLI ASSOCIATI.
La sede dell’Assemblea degli associati è stabilita di volta in volta dal Consiglio Direttivo.
La convocazione è inviata per iscritto a ciascun associato tramite il servizio postale ola rivista associativa o la posta elettronica.
Ai fini di un completo dibattito, ogni socio potrà prendere visione della bozza della relazione associativa, dei bilanci e di ogni altro documento, presso la sede Avis.
La documentazione dovrà essere disponibile almeno 8 giorni prima dell’Assemblea.
Art.11 –SEGRETARIO E TESORIERE: FUNZIONAMENTO E COMPETENZE.
Il Segretario procede alla stesura dei verbali ed è responsabile della loro tenuta ed all’attuazione delle delibere degli organi associativi sorvegliandone l’esecuzione.
Il Segretario, inoltre, dirige e controlla il funzionamento degli uffici, impartisce le disposizioni al personale, ha le funzioni di capo del personale e propone al consiglio Direttivo tutti i provvedimenti del caso.
Il tesoriere sovraintende alle attività patrimoniali, amministrative ed alla gestione finanziaria dell’Associazione; predispone i bilanci consultivi e preventivi, gestisce i rapporti bancari e postali secondo quanto deliberato dal Consiglio Direttivo ed in conformità al dettato statutario.
Art.12 – COLLEGIO DEI REVISORI DEI CONTI: FUNZIONAMENTO E COMPETENZE.
Il Consiglio Direttivo può deliberare di fare certificare il proprio bilancio da una società di certificazione.
Ciascun revisore effettivo è singolarmente investito dell’attività di controllo della contabilità e della regolarità formale degli atti amministrativi.
Il Presidente deve convocare il Collegio almeno ogni novanta giorni per il controllo congiunto degli atti amministrativi e dei documenti contabili, fatta salva la facoltà di ciascun membro di esercitare singolarmente in ogni momento tale controllo.
Il Collegio, inoltre effettua il controllo del conto consuntivo, predisposto dal Tesoriere ed approvato dal Consiglio Direttivo, prima della sua presentazione all’Assemblea, alla quale espone la propria relazione.
Di ogni verifica collegiale deve essere redatto un verbale su apposito registro, copia di ogni verbale va inviata al Consiglio Direttivo.
I Revisori hanno l’obbligo di comunicare gli eventuali rilievi negativi, al Consiglio Direttivo e ove ne sussistano le fattispecie previste dalla legge, alle autorità competenti.
Alle attività del collegio dei Revisori si applicano le norme dettate in proposito dal Codice Civile.
Ove, in luogo del Collegio dei Revisori dei Conti, l’organo di controllo dell’Avis sia costituito monocraticamente da un solo Revisore dei Conti, le norme di cui al presente articolo si applicano all’unico Revisore.
Art. 13 – COLLEGIO DEI PROBIVIRI: FUNZIONAMENTO E COMPETENZE.
Dall’art.16 dello Statuto Nazionale:
c2 – Il Collegio Nazionale dei Probiviri svolge la funzione di giudice di primo grado rispetto alle controversie tra Avis nazionale e i soci persone fisiche, ovvero trai soci persone fisiche appartenenti ad associazioni territoriali di regioni diverse, tra soci persone fisiche ed associazioni territoriali appartenenti a regione diversa da quella la quale appartiene l’Avis Comunale cui i soci stessi aderiscono, nonché per quelle controversie insorte tra associazioni territoriali appartenenti a regioni differenti e infine, per quelle tra un’associazione territoriale a qualsiasi livello e l’Avis Nazionale.
c3 – Il Collegio Nazionale dei Probiviri svolge altresì la funzione di giudice di secondo grado in merito alle decisioni del Collegio dei probiviri delle Avis Regionali giudice di primo grado in materia di controversie tra i soci persone fisiche e tra i soci persone giuridiche appartenenti ad associazioni territoriali della stessa regione, ovvero tra soci persone giuridiche territoriali e persone fisiche appartenenti alla regione stessa.
Il ricorso avanti al Collegio dei Probiviri, sottoscritto dal ricorrente e dall’eventuale suo patrocinatore e corredato di tutti i mezzi di prova, deve essere proposto per iscritto e depositato o inviato presso la sede del Collegio dei Probiviri competente (Regionale/ Nazionale), entro il termine perentorio di trenta giorni dal fatto che vi ha dato origine o dalla conoscenza di esso.
Ove il ricorso sia in sede di primo grado ed il ricorrente non sia in possesso di tutta la documentazione alla scadenza del termine, potrà produrre la stessa anche oltre tale termine, comunque non oltre il quindicesimo giorno dalla data in cui è venuto in possesso.
Il Presidente trasmette la documentazione e assegna alla controparte il termine di trenta giorni per la spedizione o il deposito di eventuale altro contro ricorso e fissa la data di dibattimento, dandone comunicazione alle parti ed ai loro eventuali patrocinatori.
Il Presidente, ricevuti gli atti, provvede alla convocazione del Collegio.
Avanti al Collegio la parte può stare sia personalmente e/o con l’assistenza di uno o più patrocinatori sia a mezzo di procuratore con delega scritta anche a margine od in calce al ricorso.
Di ogni riunione del Collegio deve essere redatto un verbale, sottoscritto dai tre componenti del Collegio.
La decisione deve essere pronunciata entro novanta giorni – salvo proroga appositamente deliberata dal Collegio-, comunicata a cura del Presidente del Collegio medesimo con lettera raccomandata, inviata, entro i quindici giorni successivi alle parti interessate e al Presidente dell’Avis di riferimento dal Collegio stesso.
L’impugnazione della decisione di primo grado può essere proposta mediante deposito del ricorso avanti il Collegio di secondo grado (Probiviri Nazionali/Gran Giurì) e comunicata alla eventuale controparte entro il termine perentorio di trenta giorni dalla comunicazione.
L’impugnazione sospende l’efficacia della decisione,fermo restando quanto stabilito dai comma 6 e 7 dell’art.7 dello Statuto Nazionale. In sede di giudizio di secondo grado il Collegio ha facoltà, a richiesta di chi vi abbia interesse, di prendere in via provvisoria – nelle more della decisione definitiva- i provvedimenti cautelari di cui alle lett. a) e b ) del successivo comma 12.
Nel giudizio di secondo grado si applicano le stesse norme di procedura del giudizio di primo grado.
Le sanzioni sono costituite dalla:
a) censura scritta
b) sospensione, per un periodo non inferiore a due mesi e non superiore a ventiquattro mesi, dalla qualifica e dalla attività di socio. Durante il periodo di sospensione, il socio non può partecipare alla vita associativa.
c) espulsione dalla associazione, che priva il socio di tutti i diritti inerenti alla qualifica, con l’obbligo di restituzione della tessera.
Il Segretario Generale cura la tenuta del registro soci espulsi e ne da comunicazione alle Avis territoriali competenti.
Nei casi di particolare gravità ed urgenza, il Consiglio Direttivo dell’Avis Comunale di appartenenza può, nelle more della decisione definitiva in ordine all’espulsione del socio persona fisica, disporne la sospensione cautelare.
Il socio espulso, decorsi almeno cinque anni dal passaggio in giudicato della decisione, può essere riammesso nell’associazione, previo parere favorevole dell’Avis Comunale, cui si rivolge per la riammissione, con provvedimento del Presidente Nazionale.
Art.14 – GIURI’ NAZIONALE: FUNZIONMENTO E COMPETENZE.
Il ricorso avanti al Giurì Nazionale, sottoscritto dal ricorrente e dall’eventuale suo patrocinatore e corredato di tutti i mezzi di prova, deve essere sottoposto per iscritto e depositato o inviato presso la Sede Nazionale, entro trenta giorni dalla data di ricevimento del provvedimento impugnato.
Il Presidente trasmette la documentazione e assegna alla controparte il termine di trenta giorni per la spedizione o il deposito di un eventuale contro ricorso e fissa la data del dibattimento, dandone comunicazione alle parti.
Avanti al Giurì la parte può stare sia personalmente e/o con l’assistenza di un procuratore o patrocinatore con delega scritta a margine od in calce al ricorso.
Di ogni riunione del Giurì deve essere redatto un verbale, sottoscritto dai componenti del Giurì.
La decisione del Giurì Nazionale è pronunciata, salvo motivata proroga, entro novanta giorni dal deposito del ricorso introduttivo.
La decisione del giurì Nazionale è comunicata a cura del suo Presidente con lettera raccomandata inviata entro i quindici giorni successivi all’adozione della decisione medesima alle parti interessate ed al Presidente dell’Avis Nazionale.
Art.15 – NORME AMMINISTRATIVE E FINANZIARIE.
L’Avis deve tenere le scritture contabili ed i libri sociali di cui alle disposizioni vigenti in materia di Associazioni di volontariato.
Tutte le operazioni relative all’amministrazione dell’Associazione devono essere supportate da idonea documentazione.
I rapporti di conto corrente e di deposito di denaro, bancari o postali, e le relative movimentazioni, sono disposti con firma disgiunta dal Presidente, dal Tesoriere e da eventuali delegati individuati con apposita delibera dal Consiglio Direttivo.
Al fine di garantire il rispetto dei principi di trasparenza e di corretta gestione amministrativa, il Consiglio Direttivo è tenuto tramite il tesoriere, a fornire al socio che ne formuli motivata richiesta elementi conoscitivi in ordine alla gestione stessa.
Art.16- CARICHE.
L’accettazione della carica da parte dei componenti del Consiglio Direttivo, del Comitato Esecutivo ove istituto e del Consiglio dei Revisori dei Conti dove risultare da apposito verbale dell’organo di cui sono componenti.
Ogni carica sociale è incompatibile in presenza di rapporti di parentela o affinità fino al terzo grado con soggetti che intrattengono rapporti di affari, di lavoro, nonché di ogni altra condizione che sia riferita esclusivamente ad atti o provvedimenti che possano configurare contrasto con gli interessi e le finalità dell’Associazione.
Per accertare se uno dei rapporti e/o condizioni evidenziati dal precedente comma possano effettivamente determinare una causa di incompatibilità relativamente alla carica sociale detenuta, occorre tenere conto del possibile pregiudizio che, per l’Associazione, potrebbe derivare dagli atti e/o provvedimenti adottati e/o adottandi dalle parti coinvolte.
Valgono le incompatibilità previste dall’Avis Nazionale.
Art.17 – DIRETTORE SANITARIO:RUOLO E COMPETENZE.
Il Direttore Sanitario è nominato dal Consiglio Direttivo e può partecipare alle riunioni degli Organi associativi.
Ad esso competono le attività di:
1) Preselezione del socio donatore;
2) Tutela della salute del socio donatore;
3) Aggiornamento delle schede sanitarie dei donatori effettivi;
4) Rapporto con la struttura trasfusionale di riferimento;
5) Attività di educazione sanitaria dei donatori e della popolazione in generale;
6) Collaborazione con l’equipe medica delle R.R.
Dall’Art.18 dello Statuto di Avis Regionale Lombardia comma 3
Il Presidente, i Vicepresidenti, il Segretario e il Tesoriere delle Avis di coordinamento e delle Avis Comunali della Regione non possono detenere la medesima carica per più di due mandati consecutivi.
Nel computo dei mandati si intendono compresi anche quelli già iniziati e poi interrotti per qualsiasi causa nonché quelli svolti ai sensi di cui al combinato disposto dai commi 9, 10 e 11 dell’art.11, salvo che i mandati medesimi siano stati svolti per periodi non superiori ad un anno.
APPROVATO DALL’ASSEMBLEA GENERALE DEI SOCI IN DATA SABATO 4 MARZO 2006
MODIFICA , Art.5 e Art.16 e indirizzo sede APPROVATO DALL’ASSEMBLEA GENERALE DEI SOCI IN DATA SABATO 22/02/14

IL SEGRETARIO
Fossati Gabriele

c.2 Il Consiglio Direttivo potrà attribuire la qualifica di benemerito anche a personalità
del mondo scientifico e/o accademico che si siano prodigati nei campi e nelle materie
afferenti all’ambito di attività dell’associazione.